L’infanzia è una fase della vita spesso denominata”età dell’oro” o “paradiso perduto” per indicare la beatitudine, l’armonia e la pace che la caratterizzano. I mass media, la televisione e la pubblicità costituiscono e diffondono immagini di bambini sempre sani, belli, gioiosi e vestiti all’ultima moda. Ma l’età infantile è davvero per tutti uno stato di felicità naturale? La visione di un’infanzia come paradiso perduto è realistica oppure si tratta di un’ invenzione, di un’illusione? L’immagine dell’infanzia come età dell’oro può essere mantenuta solo se si è volutamente ciechi verso tutte le crudeltà che molti bambini di oggi e di ieri hanno dovuto subire: l’abbandono e lo sfruttamento sono alcune di queste.
L’abbandono dei minori è una penosa realtà molto diffusa anche nella nostra società attuale in cui, la totale assenza dei genitori non sempre permette al minore di crescere in modo sereno e armonico. Accanto all’abbandono vi è lo sfruttamento il quale deve essere inteso come l’insieme di tutti quei lavori a tempo pieno in età troppo giovane, pericolosi, che minano la dignità e l’autostima e che vengono nutriti in modo inadeguato. Lo sfruttamento dei bambini si sviluppò soprattutto a partire dalla Rivoluzione Industriale la quale permise agli imprenditori di assumere minori pagandoli meno di quanto spettasse loro. Oggi, nonostante vi siano normative che tutelano i diritti di tutti i bambini garantendo loro protezione contro ogni forma di crudeltà e sfruttamento e che vietano ogni occupazione che possa nuocere alla salute e che possa ostacolare lo sviluppo fisico, mentale e morale, come per esempio l’Art. 37 della Costituzione Italiana il quale afferma che “ la Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro , il diritto alla parità di retribuzione”, lo sfruttamento rimane una piaga che interessa numerosi Paesi del mondo. Esistono diverse tipologie di sfruttamento, a partire da quelli più conosciuti come il lavoro domestico, lo sfruttamento sessuale e il lavoro o nelle industrie e nelle piantagioni.
In India il numero di bambini sfruttati sarebbe di un livello esagerato.
Purtroppo il fenomeno non è molto visibile, e quando li si interroga, i mercanti di tappeti rispondono che la tessitura viene fatta “dalle donne, nelle campagne”.
La manodopera, invece, è costituita da bambini, accanto a loro in servitù per debito altri sono reclutati normalmente nelle famiglie povere.
Molti piccoli laboratori indipendenti hanno in effetti un piccolo margine di guadagno della vendita dei tappeti ai mercanti e devono poter disporre di manodopera a bassa costo.
Nei laboratori i bambini sono sottoposti a un vero e proprio lavoro sforzato in condizioni di un’estrema durezza: al lavoro fino a venti ore al giorno.
Se un bambino si taglia un sorvegliante cauterizza la ferita dando fuoco allo zolfo sulla piaga, per evitare che cadano gocce di sangue sul tappeto.
Un tentativo di fuga può essere punito con un marchio a fuoco.
In ogni caso qualsiasi forma di sfruttamento costituisce serie conseguenze non solo sulla salute e sullo sviluppo dei bambini ma anche effetti psicologici che ne possono segnare tutta la vita.
L’isolamento e la mancanza di riposo minacciano notevolmente la mente dei piccoli lavoratori, la mancata frequenza scolastica incide non solo sull’acquisizione delle conoscenze ma anche sullo sviluppo sociale e morale, come la capacità di collaborare coi pari, dialogare e distinguere cosa è bene e cosa è male. Tra le soluzioni possibili per migliorare questa situazione potrebbero essere individuate la legislazione e l l’educazione. Dal punto di vista legislativo vi sono già diverse leggi attente alle esigenze del bambino quindi bisognerebbe cercare di farle rispettare soprattutto in Paesi in cui il minore non è ancora visto come soggetto di diritti. Dal punto di vista educativo , invece, dovrebbe essere la scuola a intervenire nelle situazioni di degrado e di abbandono facendo si che l’educazione vada a sostituire il lavoro minorile. Inoltre basterebbe collaborare tutti un po’ di più, almeno per dare una piccola ma significativa svolta, per spingere chi ha il potere a intervenire, a cambiare qualcosa. Sono bambini:dovrebbero andare a scuola, giocare, vivere spensierati, crescere circondati d’affetto e d’amore : i bambini sono straordinari, innocenti, sono il sorriso dell’umanità! In un mondo che punta sempre più in alto si rischia di perderli di vista…non dimentichiamoci di loro!